martedì 4 dicembre 2007

CRONACA DA UNA DISCARICA

Facciano quel che credono, lorsignori giudici, tanto ormai Azouz è bello che sputtanato.
Ora, il problema è sempre quello. Ma non c'è proprio alternativa?
Voglio dire, la sentenza è già scritta alla grande.
Non quella relativa all'accusa di spaccio di stupefacenti, ma quella, ben più pesante e inappellabile, che, intercettazioni alla mano, consegna ai posteri il dettaglio delle "immoralità" inanellate dal tunisino più noto d'Italia.
Se poi Azouz Marzouk è davvero uno spacciatore, chissenefrega. Chissenefrega davvero. Non conta più.
Il fatto è che "certe cose", soprattutto dopo che gli avevano macellato la famiglia, non doveva farle.
Capiamoci, non sono certo qui a difendere Marzouk, che di fiducia me ne ha sempre trasmessa poca. Ma la piega mediatica mi preoccupa e mi confonde.
Un conto è il piano penale, come ho già avuto modo di dire in passato, altro è quello morale.
Il giornalista dovrebbe avere il dovere di occuparsi del secondo, a mio modo di vedere, soltanto se la persona coinvolta ha una veste pubblica. E non basta essere un personaggio pubblico (Azouz lo è diventato a tutti gli effetti) per rivestire un ruolo pubblico.
L'ex parroco di Laglio, per fare un esempio, con il suo ruolo di gestore di oratori ha una veste pubblica in cui anche la condotta morale può avere rilevanza giornalistica.
Non certo Azouz, che se ha scelto di fare il vedovo in maniera quantomeno discutibile sono solo fatti suoi, fino a quando non commette un crimine. Qui il crimine probabilmente c'è stato, ma insieme con quello sui giornali è finito anche tutto il marcio che a quel crimine era vicino, ma non strettamente legato.
Ecco perché trovo ingiusto aver pubblicato i dettagli più scabrosi contenuti nelle intercettazioni ambientali svolte su di lui, senza che questi aggiungessero o togliessero nulla a quello che doveva essere l'unico riferimento per i cronisti, l'inchiesta penale della Procura di Como.
Doppiamente ingiusto: per Marzouk, che è stato sputtanato al di là delle sue presunte responsabilità penali, e per le famiglie toccate dalle sue malefatte, umiliate, anche pubblicamente, dal resoconto scandalistico di una condotta a dir poco avvilente.

5 commenti:

valentina orsucci ha detto...

io credo che il problema fosse correggere un'anomalia.
gli è stata uccisa la famiglia, si è penato a lui (perchè straniero), ma si erano sbagliati. questo ha spiazzato. quindi, se non era un assassino, qualcos'altro doveva pur essere. e tutto torna al suo posto.
non sto difendendo lui, volgio dire, se spacciava è chiaro che deve pagare ecc... parlo piuttosto del meccansimo mediale e sociale.

franca l ha detto...

Dopo la lettura del tuo post mi sono sentita colpevole per giorni: ho letto con curiosità gli articoli su Azouz! (anche se, onestamente,non ho scritto sentenze a priori)Io sono una tipica rappresentante di quel popolo a cui i giornalisti fanno ingoiare notizie mettendogli un imbuto in bocca.Ascolto i telegiornali e, se capita,in spiaggia leggo Chi e Novella 2000. Devo ammettere che se la Parietti si fa il fidanzato lo leggo con curiosità mentre se se lo fa la signora Maria non mi interessa. Tante persone hanno raggiunto la visibilità per scelta(attori, veline ecc..) tante, invece, loro malgrado (Azouz, la Franzoni, la mamma di Denis..), per cui, se la Franzoni fosse indagata per truffa(non immagino quante copie venderebbe se facesse un calendario), se il papà della povera ragazza di Garlasco per rapina, se Azouz per spaccio, la notizia farebbe più scalpore che se gli indagati fossero Mario Bianchi o Rosa Rossi e se ci aspettassimo per Azouz un trattamento giornalistico diverso perchè lui è di colore, saremmo razzisti.

valentina orsucci ha detto...

vedi mauro, tu sei il blogger della razza peggiore.
sì, quelli che ti fanno vedere come sarebbe bello seguire il proprio blog, ti regalano tanti bei post e poi, quando tu ne diventi un po' dipendente, stop. non scrivono più.
come se uno ti portasse via il gelato dopo 6-7 leccate, quando i gusti si sono mischiati e inizia il bello.
ecco.
ridammi il gelato!!!!!
(sarebbe: mauro, torni a scrivere che mi mancano i tuoi post?)

PMor ha detto...

Mi chiedi di scrivere? E io scrivo (tanto non ho sonno). Oggi dopo aver sfogliato una decina di fogli del Corsera sono incappato in ben due (leggasi e dicasi due) pagine dedicate alla fine della storia d'amore tra la Manadou e Marin, i due nuotatori che tanto(?) scalpore avevano fatto l'estate scorsa. Il mio pensiero, privo di fantasia, è stato lo stesso e identico che si affaccia ogni qualvolta che incappa in simili argomenti sul principale quotidiano d'Italia (ovvero ogni giorno): se l'autorevole Corrierone pensa sia giusto, etico, importante, interessante, educativo (chi l'ha detto che la notizia non possa anche istruire?) sacrifricare altre storie per valorizzare le bizze capricciose di due ragazzini ancorché famosi, perché stupirsi della deriva che sta prendendo la nobile e meravigliosa professione di giornalista? Detto in tutta onestà io non so risponderti sul tema Azouz...o, meglio, ti confesso che quelle intercettazioni forse sarei stato più felice non leggerle. Forse è anche colpa nostra - di noi giornalisti, intendo - se il governo si prende la briga di voler legiferare per porre nuovi paletti all'informazione, ma piuttosto che la censura allora dico, meglio stare come stiamo. E lottare, nel nostro piccolo, per dire: "no, io questo non lo scrivo". Un'autocoscienza nel giornalismo...Utopia?

Il MIGLIA ha detto...

Al Moro: perchè utopia? I grandi palazzi si costruiscono con i piccoli mattoni. Cominciamo a metterne lì un paio...