domenica 13 gennaio 2008

LA GRANDE ABBUFFATA

Tra poco, il 29 gennaio, in Tribunale a Como prenderà il via il processo in Corte d'Assise nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi, ormai tristemente arcinoti per essere ritenuti (sono rei confessi salvo una recente ritrattazione) i carnefici della cosiddetta "strage di Erba".
A udienza ancora lontana c'è già una notizia: non solo la gente cerca da mesi il numerino per avere un posto in prima fila, anche i giornalisti dovranno accreditarsi per assistere al dibattimento. Ciò significa che il presidente del Tribunale già sa che il numero di rappresentanti di Tv e giornali sarà altissimo. Considerare il rischio di un processo mediatico è, dunque, tutt'altro che fuori luogo.
Ma quanto i due piani, quello mediatico, appunto, e quello giuridico saranno mantenuti distanti?
Non sarà semplice, a prescindere dalla pubblica accusa e dalla Corte, che, se confermata, dà ampie garanzie di tenuta. Non va, infatti, trascurato, che sei giudici popolari dovranno, insieme con due togati, emettere il verdetto finale. Insomma, la sensazione è che la cosiddetta opinione pubblica possa avere, nell'arco del processo, una qualche rilevanza. E quando si parla di opinione pubblica, ovviamente si parla dei media.
Si sprecheranno i servizi "musicati" di Studio Aperto, le puntate di Matrix e Porta a Porta, gli articoli e i commenti su quotidiani e settimanali, perchè in quell'aula, fino al giorno della sentenza, probabilmente verrà vomitato di tutto.
Personalmente, seguirò le udienze e ne farò puntuale resoconto sul blog.
Proverò a offrire il punto di vista del blogger, oltre che del giornalista. Con le logiche di orizzontalità della rete e con il contributo di chi vorrà partecipare alla discussione. Chissà che ne esca qualcosa di interessante, capace, possibilmente, di staccarsi dal minestrone mediatico che, fatalmente, sommergerà tutto e tutti.

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