lunedì 14 gennaio 2008

MAQUALISONOLENOTIZIE 4


Mi chiedevo, insieme con il collega Paolo Moretti, quale sia il senso del nostro lavoro. Quali notizie sia utile raccogliere e quali, soprattutto, diffondere.

Nel rifletterci sopra mi sono, però, reso conto che una cosa è la nostra riflessione, fatalmente condizionata dall'esserci dentro, altro è ciò che davvero gli utenti, i nostri veri editori, intendono.
Allora lo chiedo a voi:

quali sono le notizie che apprezzate in un giornale o in un tg? (cronaca, politica, costume e società, economia, sport).

In che forma? (preferite la brevità o un pezzo articolato e approfondito).

Vi interessa conoscere i nomi delle persone coinvolte, se queste non sono particolarmente note? (Ad esempio, quello di un tizio che ha commesso un furto o una rapina in un tal posto).

Quali tipi di notizie sono buoni soltanto per riempire le pagine e le scalette?
Cosa manca sicuramente nei media tradizionali locali oggi?


Ogni risposta è, ovviamente, gradita.

6 commenti:

Frenz ha detto...

Nel 2008 (con internet, blog, ec...) che differenze potrebbero esserci tra un tg/giornale nazionale e uno locale? o meglio esiste un modo differente nel trattare le notizie?

Il MIGLIA ha detto...

@franz: ti faccio un esempio concreto.
Metti che ci sia stata una rapina e metti che il rapinatore sia un ragazzo del paese o della città dove vivi tu. Ti interesserebbe conoscerne nome e cognome?

Frenz ha detto...

Personalmente non mi cambierebbe la vita sapere che Tizio Caio ha effettuato una rapina.
Se conoscessi la persona coinvolta nei fatti lo verrei a sapere in altre circostanze, quindi non condivido la morbosità dilagante su i dettagli della vita delle persone.

pmor ha detto...

il riportare il nome delle persone coinvolte o protagoniste di un fatto di cronaca non penso possa essere archiviato solo con il timbro di "morbosità". La cosa è un filo più complessa. Riguarda il diritto dei fruitori delle notizie di essere sicuri di poter verificare la veridicità di una notizia (senza nomi o riferimenti, diciamocelo, si potrebbe scrivere tutto o quasi senza grossi timori di smentita), riguarda l'esercitare un controllo sociale sull'operato delle istituzioni (non è il caso dell'Italia, grazie al cielo, ma si pensi ai colpi di stato di sudamericana memoria: i primi a non aver alcun interesse a divulgare i nomi delle persone illegalmente arrestate erano le autorità), riguarda il fatto che la giustizia è amministrata in nome e per conto del popolo italiano... detto questo le eccezioni esistono sempre e comunque e generalizzare è sempre sbagliato. Purtroppo negli ultimi anni ho però visto troppi nascondersi dietro il paravento offerto dalla privacy...e questo non penso sia un bene. Ovviamente è solo un'opinione personale e, come tale, perfettibile...

Il MIGLIA ha detto...

Anch'io la penso come il Pol, ma il dubbio rimane: visto che siamo parte in causa, tra l'altro dalla stessa parte, non è che la nostra visione è fin troppo parziale, o, paradossalmente, eccessiva?

Frenz ha detto...

@pmor forse il termine "morboso" non è adatto per le informazioni quali "nome & cognome" ma più per i dettagli o altre informazioni riguardanti la sfera personale come sono state evidenziate nei numerosi casi di intercettazioni telefoniche.

Riguardo al diritto dei fruitori di verificare la veridicità dell'articolo, non si potrebbe benissimo verificare senza nome e cognome? e a parte ciò, non esiste a monte un etica sociale e un albo professionale dei giornalisti?
Il rapporto tra cronista/giornalista e lettore, in un mondo perfetto, dovrebbe basarsi sulla limpida fiducia dei fatti descritti senza ombra di dubbio?

I tg/giornali locali potrebbero fare la differenza nel trattare le notizie staccandosi da come vengono evidenziate dai canali nazionali, ma purtroppo ciò non accade.