venerdì 8 febbraio 2008

STATE OF THE NET, ENZO RULLANI

Provo a fare ordine e a riportare i tratti salienti dell’intervento del professor Enzo Rullani, ordinario di Strategie d'impresa e di Economia e gestione della conoscenza dell'Università di Studi Ca' Foscari di Venezia, questa mattina sul palco dello SotN insieme con Luca De Biase.
Enzo Rullani ha voluto focalizzare la dicotomia della Rete, quale unico luogo in cui possono convivere tecnica, e dunque, riproducibilità, e unicità dell’intelligenza.
Il principio della riproducibilità della conoscenza è già presente nell’ecologia.
La rete è un sistema ecologico, che deve contenere la riproducibilità, ma anche l’unicità.
Se volessimo definire l’era in cui si colloca la rete con tecnologia WEB 2.0, potremmo parlare di “modernità riflessiva”.
La rete è in grado di garantire un’ecologia che promette di liberare i soggetti dalla schiavitù dei mezzi (in questo caso dalla tecnica). Se gli individui capiscono il loro grado di autonomia dalla tecnica, sono liberi di cerare come mai è avvenuto nella storia fino a questo momento.
La prima modernità, quella post rivoluzione industriale, ha sciolto i legami precedenti, facendone uscire la dimensione individuale, che prima non esisteva.
Perché serve l’individuo e quindi l’ecologia del sistema di cui fa parte? Perché l’individuo è portatore della cosiddetta intelligenza fluida: una risorsa che la tecnica non ha e, probabilmente, non avrà mai.
L’intelligenza fluida è la capacità di inquadrare e affrontare un problema che è unico all’interno di categorie generali.
Nella sua ricerca di felicità l’individuo ha il coraggio di lanciarsi a fare cose impossibili, usando la sua intelligenza fluida per innovare, per inventare qualcosa di nuovo.
Il vero problema è rendere collettiva l’innovazione individuale.
La piccola impresa innovativa, ad esempio, spesso innova. Lo fa tutti i giorni, ma non sempre è in grado poi di condividere ciò che inventa. In questo modo si creano ricavi economici, ma non si favorisce la crescita.
Esistono molti sistemi per far sì che ciò, invece, possa accadere:
Uno è dato dalla cosiddetta produzione modulare. “Modularizzare” le idee sarebbe uno strumento ottimo per la crescita.
Esistono chiari esempi di comunità “E-sistemiche”, fondate sulla condivisione delle idee: si pensi a “Slow- Food”, una comunità che costituisce una condivisione di idee modulari e un ottimo modello di business.
L’intelligenza fluida nasce grazie all’iniziativa dei singoli, ma deve essere messa a disposizione di una comunità per far sì che produca crescita diffusa.
Internet è un ottimo mezzo, probabilmente il migliore, per far sì che ciò avvenga.
Ma è importante usare la rete come meccanismo comunicativo e non come mero mercato.
La rete ci permette di utilizzare un meccanismo comunicativo più ricco del semplice mercato.
Le persone nella rete debbono dialogare tra loro, confrontarsi, al di là del semplice meccanismo del prezzo.

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