venerdì 21 marzo 2008

AHIAHIAI!!!

Accendo il pc e mi trovo una mail di Gianluca (grazie) che mi informa sulle barbarie di cui è vittima la popolazione cinese per mano di quei “difensori del popolo” del Partito comunista.
Mi indigno una volta di più, vado cercare altri post che mi parlino della tortura in Cina e mi convinco, semmai ce ne fosse bisogno, che quello del Tibet debba essere soltanto un “frame” all’interno di una discussione più ampia da sviluppare.
Ma si fa tardi e devo uscire.
Mi vesto, mi infilo le Nike e affronto il mondo convinto di avere molto da dire e molto da fare.
Poi mi fermo, guardo all’interno della linguetta e mi domando: e adesso cosa faccio?

1 commenti:

Clanity184 ha detto...

Ogni persona deve trovare la sua risposta, ma visto che in parte mi sento responsabile di averla infilata in questo girone infernale, non perchè la sua visione del mondo mancasse di consapevolezza ma poichè è sicuramennte diverso leggere e vedere quello che accade ai nostri figli e fratelli del mondo dal sentirlo dire o dal supporlo,le suggerisco quanto di meglio ho trovato io per "tirare avanti".

L'utopia sta all'orizzonte.
Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Faccio dieci passi e l'orizzonte si allontana di dieci passi.
Per quanto cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'utopia?
A questo: serve a camminare.

L'ho scoperta qualche tempo fa leggendo un manifesto di "Un altro mondo è possibile" appeso all'entrata di un esercizio commerciale equosolidale. Da allora, dopo essermi lentamente e dolorosamente reso conto che buona parte del mio "benessere" è direttamente proporzionale alla "sofferenza" di altri, quelle vecchie scarpe usurate della nike non mi vanno più tanto strette, anzi ...ci cammino.
Gianluca.

Per chi ha tempo e voglia di leggere: http://clanity184.blogspot.com/2008/02/fabbriche-e-bambini.html#links