sabato 22 marzo 2008

L'UTOPIA E LE NIKE

Il post precedente non era uno scherzo.
Insomma, un po' in crisi ci sono andato davvero (anche perchè io ho praticamente soltanto Nike).
Oggi Gianluca mi ha inviato questo commento, che trovate al post precedente. Una risposta ai miei dilemmi talmente bella che voglio riproporla con lo status di post.
L'utopia sta all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l'orizzonte si allontana di dieci passi. Per quanto cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? A questo: serve a camminare.
L'ho scoperta qualche tempo fa - mi scrive Gianluca - leggendo un manifesto di "Un altro mondo è possibile" appeso all'entrata di un esercizio commerciale equosolidale. Da allora, dopo essermi lentamente e dolorosamente reso conto che buona parte del mio "benessere" è direttamente proporzionale alla "sofferenza" di altri, quelle vecchie scarpe usurate della nike non mi vanno più tanto strette, anzi ...ci cammino.
Grazie a Gianluca, per avermi aiutato ad aprire gli occhi, evitando che restassi abbagliato.



3 commenti:

boh/Orientalia4All ha detto...

Altrimenti che utopia sarebbe?
L'utopia è irraggiungibile per sua natura:)

Ciao e auguri!

Il MIGLIA ha detto...

Ciao! Auguri a te!

Luisa L.G. ha detto...

Ai miei tempi, quando il contesto ferveva di tensioni ideali, si soleva dire: " siamo realisti: chiediamo l'impossibile".