domenica 13 luglio 2008

NOTIZIE PER TUTTI!




Sollecitato da Luisa, giro il quesito a chi legge e provo a dire la mia.


“E’ sempre giusto da parte dei media assecondare la cosiddetta pubblica opinione, ponendo così il numero di potenziali lettori interessati quale criterio principe nella scelta delle notizie”?

Si tratta di un problema di non poco conto, che ho già avuto modo di affrontare, senza, a dire il vero, aver ancora trovato una soluzione definitiva. Probabilmente perché non esiste.
L’occasione recente per rifletterci mi è stata offerta dal processo sulla “strage di Erba”.
E nel blog ad essa dedicato ne ho parlato in questi termini e in questi.


Insomma, forse il “dare in pasto” alle masse alcune informazioni non solo non è necessario, ma può rivelarsi sbagliato e controproducente.
Mi rendo conto, però, che questo è un ragionamento pericolosissimo, perché ci porta al confine con il problema della “manipolazione” delle notizie. E sappiamo bene tutti quale deriva essa rappresenti.


In questo complesso scenario, l’avevo promesso, dico la mia.
Credo che al fondo resti un unico punto fermo che possa orientarci: l’etica del giornalista.

Non esistono leggi, né gabbie che possano migliorare il prodotto giornalistico, se manca un’etica di base tra chi esercita questo mestiere.


Il ruolo dell’Ordine nazionale giornalisti, ma credo anche degli altri ordini professionali, è sempre più carente in questo senso. Probabilmente occorre ripartire da lì: dalla formazione dei singoli giornalisti, compresi quelli che questo mestiere lo fanno da anni.

2 commenti:

Luisa L.G. ha detto...

E vedi che alla fine torniamo sempre lì? Quante volte ce lo siamo detti che ormai il problema è "rifondare" l'uomo e non cambiare le leggi.
Diceva bene Zavoli:"...“Contro la tentazione di scrivere decaloghi, di istituire giurì, occorrerà battersi perché si affermi, all’interno della professione, non la cultura della perentorietà, ma quella della dimostrazione, della pacatezza e non del cipiglio, del servizio e non della missione. Il punto di equilibrio va ricercato non in una legge, ma nell’etica professionale del giornalista. Tutto il resto è chiacchiera, declamazione, enfasi e moralismo un po’ d’accatto”. :-)

Anonimo ha detto...

Tanto per restare in tema di etica professionale, perchè non provi a porre il "quesito" a Feltri ???

Ho fatto un nome a caso, eh....