sabato 29 marzo 2008

IL PRINCIPE AZZURRO

Si parla spesso, ma mai abbastanza, del declino culturale del nostro Paese. Un declino che si esaurisce, in fondo, nella miseria dell'effimero, lasciando un vuoto drammatico in tutti gli ambiti del quotidiano. Cercando disperatamente nella Rete qualcosa che mi potesse dare una vaga speranza, oggi, sul Corriere.it, mi sono imbattuto in questa intervista a Manuela Arcuri, modello estetico e di vita per migliaia di ragazze italiane.

Che dire: mi arrendo.

venerdì 28 marzo 2008

EFFETTO SERRA 2


Ospito volentieri questo post redatto direttamente dall'Avvocato.

Il contenuto è la prima di una serie di domande che ci aiuteranno a capire meglio la "teoria ciclica del clima" da egli stesso formulata e che già raccoglie una stretta, ma convinta, cerchia di seguaci.


Il fatto:
recentemente tutta la stampa nazionale ha pubblicato, con la solita enfasi allarmistica, la notizia che nel Nord dell'Alaska starebbero tornando alla luce alcune tombe risalenti al periodo neolitico sinora sepolte tra i ghiacci.

La domanda:
la vera notizia é?


a) che anche il ghiaccio prima o poi si scioglie;
b) che il nord dell'Alaska, ancora milleni prima della nascita di Anassagora di Clezomene, di Antoine Lavosier, dell'invenzione della macchina a vapore, del motore a scoppio (e dei frigoriferi!!!), era una sterminata ed abitata prateria?

Resto in attesa delle risposte.

l'Avvocato (meteorologo)

martedì 25 marzo 2008

EFFETTO SERRA

L’altro giorno ero dal mio avvocato, che da qualche tempo è anche il mio climatologo, nonché guru, personale.
Dovevamo parlare di cose molto serie e delicate. Così è stato, ma all’atto di salutarci l’ultimo suo pensiero è stato il seguente: “Ah, una cosa – mi ha detto uscendo dal suo ufficio - dove cazzo sarebbe l’effetto serra, che ci sono dieci gradi in meno della media?”.
Ancora una volta ho dovuto dargli ragione.
Per chi non lo conoscesse, lui è uno dei più noti difensori della “teoria ciclica del clima”, formulata per la prima volta da questo signore. Quella che, in buona sostanza, nega il cosiddetto “effetto serra”, spiegando, con prove inoppugnabili, come si tratti di una bufala montata ad arte per terrorizzare popolazioni intere.
La sua dimostrazione empirica, del resto, lascia poco scampo ad ogni altra teoria.
Ve ne faccio dono, come a me è stata donata in una fredda giornata di dicembre.




Avv: “Ma che gran cazzata ‘sta storia dell’effetto serra!”
Io: “Perché dovrebbe esserlo”?
Avv: “Ma tu sei mai stato in aereo”?
Io: “Sì, qualche volta”
Avv: “Hai mai guardato fuori dall’oblò, mentre eri in quota”?
Io: “Sì, per vedere le nuvole da sopra”.
Avv: “E allora dimmi: ma quanta cazzo è l’aria nei cieli? Ti sembra possibile che tutta quell’aria possa essere inquinata”?
Io: “In effetti, studi da miliardi di dollari per dimostrare l’effetto serra, protocolli internazionali, risoluzioni, leggi, e bastava guardare fuori dall’oblò di un aereo per capire che sono tutte balle”.


(nella foto sotto un momento dell'esperimento)




P.S. Lo stesso ragionamento, ovviamente, vale per gli oceani. Basta con queste fandonie. Di inquinato non c’è nulla!!!

domenica 23 marzo 2008

MARZO PAZZERELLO...

Queste due foto sono state scattate, intorno alle 10, la mattina del 23 marzo 2008, giorno di Pasqua.
La seconda (quella a destra) è stata scattata venti minuti dopo la prima.
Le macchioline bianche che vedete nella foto a sinistra sono fiocchi di neve grandi come foglie!
Nella foto a destra si scorge il tiepido sole sopraggiunto pochi minuti dopo.
Come dice quel detto?





Dimenticavo, buona Pasqua...

sabato 22 marzo 2008

L'UTOPIA E LE NIKE

Il post precedente non era uno scherzo.
Insomma, un po' in crisi ci sono andato davvero (anche perchè io ho praticamente soltanto Nike).
Oggi Gianluca mi ha inviato questo commento, che trovate al post precedente. Una risposta ai miei dilemmi talmente bella che voglio riproporla con lo status di post.
L'utopia sta all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l'orizzonte si allontana di dieci passi. Per quanto cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? A questo: serve a camminare.
L'ho scoperta qualche tempo fa - mi scrive Gianluca - leggendo un manifesto di "Un altro mondo è possibile" appeso all'entrata di un esercizio commerciale equosolidale. Da allora, dopo essermi lentamente e dolorosamente reso conto che buona parte del mio "benessere" è direttamente proporzionale alla "sofferenza" di altri, quelle vecchie scarpe usurate della nike non mi vanno più tanto strette, anzi ...ci cammino.
Grazie a Gianluca, per avermi aiutato ad aprire gli occhi, evitando che restassi abbagliato.



venerdì 21 marzo 2008

AHIAHIAI!!!

Accendo il pc e mi trovo una mail di Gianluca (grazie) che mi informa sulle barbarie di cui è vittima la popolazione cinese per mano di quei “difensori del popolo” del Partito comunista.
Mi indigno una volta di più, vado cercare altri post che mi parlino della tortura in Cina e mi convinco, semmai ce ne fosse bisogno, che quello del Tibet debba essere soltanto un “frame” all’interno di una discussione più ampia da sviluppare.
Ma si fa tardi e devo uscire.
Mi vesto, mi infilo le Nike e affronto il mondo convinto di avere molto da dire e molto da fare.
Poi mi fermo, guardo all’interno della linguetta e mi domando: e adesso cosa faccio?

martedì 18 marzo 2008

TIBET, UNA LACUNA INDOTTA

Coinvolto emotivamente (soprattutto grazie a Orientalia4All e a Luisa) dalle recenti drammatiche vicende tibetane, mi sono presto reso conto di conoscere ben poco di quanto avvenuto da 60 anni a questa parte in quella affascinante regione asiatica. Per colmare la lacuna, ho ripreso in mano il manuale su cui diedi l’esame di “Storia contemporanea” all’università.
Premesso che la mia memoria è più labile di quella di un novantenne, le dimensioni della voragine che si è inghiottita la storia tibetana mi avevano convinto che all’epoca dell’esame, parliamo del ’94, dovevo aver saltato a pie’ pari il capitolo che parlava dell’evoluzione politica cinese nel Secondo dopoguerra.
Invece, mi sbagliavo.
Aperto il manuale, (Storia dell’età contemporanea, di M.Salvadori) ho trovato tracce del mio passaggio (qualche sottolineatura ed evidenti macchie di unto) sul capitolo n°54: “La politica estera cinese, dal ‘49 fino alla crisi dei rapporti sino-sovietici”.
È vero che un manuale generalista, che abbraccia il densissimo periodo tra la Restaurazione i giorni nostri non può approfondire ogni momento, ma la spiegazione di quanto avvenuto in Tibet mi ha lasciato basito per la sua pochezza.
Salvadori spiega in poche righe la questione tibetana. Prima, descrive l’annessione del Tibet alla Cina con queste parole:

Dopo il riconoscimento della Cina da parte indiana e lo scambio di ambasciatori (aprile 1950), un chiaro segno distensivo era stato l’accordo patrocinato dall’India, con il Tibet, in base al quale veniva mantenuto in vita il governo locale, con un’ampia autonomia regionale, pur venendo il paese incorporato nella repubblica cinese”.

Insomma, il Tibet era stato incorporato alla grande madre Cina, ma, stando al manuale, senza traumi, né rivendicazioni da parte dei suoi abitanti e con grande soddisfazione dell’India.
Cinque pagine dopo Salvatori torna a parlare del Tibet in relazione ai rapporti tra india e Cina:
Una nuova crisi andò profilandosi negli ultimi mesi del 1958, crisi che provocò il deterioramento dei rapporti sino-indiani. Si verificarono dapprima piccoli incidenti di frontiera. Ma il peggioramento decisivo dei rapporti si ebbe allorquando i cinesi, visto che l’autonomia concessa al Tibet stava diventando veicolo per l’influenza dell’India, intervennero militarmente nella regione reprimendo una rivolta nel marzo del 1959”.

Già, capire cosa significa che il Tibet “stava diventando veicolo per l’influenza dell’India” è affare per ufologi, ma cosa accadde nei nove anni che passarono tra “l’annessione gioiosa” del Tibet e la rivolta? Contro chi si rivoltavano i rivoltosi? E perché? Nel manuale non si fa alcun cenno a chiarimento di ciò. Come nemmeno una riga viene spesa in seguito per parlare degli oltre 1milione e 200mila morti registrati tra la popolazione tibetana, o dei 6mila monasteri buddisti rasi al suolo negli anni a seguire.
Che dire, un fulgido esempio di storiografia.

Chiara, completa e per nulla faziosa.

lunedì 17 marzo 2008

DEDICATO A LUISA

CINA, OLIMPIADI, DIRITTI UMANI

Il problema mi sembra talmente grande da rendere ridicolo, ai miei occhi, ogni più sincero, ma fatalmente minuscolo gesto che ognuno di noi sta cercando di fare. Ma anche i piccoli gesti possono avere un'eco importante. Probabilmente, più dentro di noi che altrove. Per questo, ragionando (grazie Orientalia4all) sulle drammatiche vicende tibetane, ho iniziato a farmi qualche domanda in più sulla Cina. Ho trovato questo sito che spiega bene quale sia la situazione generale dei diritti umani in Cina. Situazione allarmante e paradossale se si pensa che quest'estate a Pechino si terranno le Olimpiadi in un contesto di sostanziale indifferenza diplomatica generale.
Dunque, seguo il consiglio dell'esperta (sempre Orientalia) e non faccio altro che proporre ad altri ciò che anch'io sto apprendendo.

venerdì 14 marzo 2008

ZAPA SI'? O ZAPA NO?

Stessa notizia, titoli opposti.
Martedì 11 marzo. I due principali quotidiani italiani, Corriere della Sera e Repubblica, parlano della presa di posizione della Chiesa nei confronti del rieletto premier spagnolo Zapatero.
Corriere della Sera: apertura del giornale. Titolo: "Zapatero, altolà della Chiesa". E all'interno, a pagina 3: "Matrimonio, aborto, eutanasia:così condurrà il Paese al disastro".
Repubblica: pagina 10. Titolo: "Vescovi, apertura a Zapatero "Ha la nostra preghiera".
(La loro preghiera, sì. Di levarsi dalle palle. Per cortesia)

giovedì 13 marzo 2008

NIENTE PAURA

Mi rendo conto di quanto sia tardoadolescenziale, ma questa canzone di Ligabue, di certo non la sua migliore opera, mi piace.
Dunque, la riporto. Punto.

... A parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire

Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare

A parte che i sogni passano se uno li fa passare
alcuni li hai sempre difesi altri hai dovuto vederli finire

Niente paura, niente paura

Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così...

Niente paura, niente paura

niente paura, si vede la luna perfino da qui...


Niente paura - LIGABUE - dall'album Primo tempo

domenica 9 marzo 2008

PREMIO CRONISTA DELL'ANNO 2008

Non vorrei aver generato un equivoco. Al premio nazionale Cronista dell'anno "Piero Passetti" sono arrivato QUARTO.
La vincitrice assoluta è l'ottima Maria Francesca Chiappe, cronista di giudiziaria dell'Unione Sarda. Davvero incredibile la sua "impresa giornalistica". Da vera talpa da tribunale ha infatti scovato una sentenza emessa da un giudice tedesco che doveva occuparsi di un ragazzo sardo. Il tizio è stato condannato per aver sequestrato, picchiato e violentato la sua ragazza lituana in Germania. Ma la notizia, o meglio, lo scoop è stato un altro: il Giudice ha infatti applicato uno sconto di pena al ragazzo sardo, motivando l'attenuante concessa con la "particolare sudditanza delle donne rispetto agli uomini, tipica delle Regione da cui proviene l'imputato". Insomma, aveva l'attenuante dell'essere sardo. Pazzesco.
"E dire che, tra l'altro - ci ha spiegato la stessa Maria Francesca, cagliaritana - che in Sardegna vige tuttora una certa forma di matriarcato".
E brava la sarda. Ma bravi anche tutti gli altri, di cui vi racconterò, iniziando da Agostino Zappia del Tgr Rai di Milano, che ha propiziato e documentato l’incontro, 30 anni dopo l’uccisione del brigadiere Custra, tra la figlia Antonia e il responsabile dell’omicidio, con una inchiesta.

CRONISTA DELL'ANNO 2008

La tre giorni viarregina termina qui. Consultato il bollettino meteo, mi avvio sulla via del ritorno, optando per la Cisa, che dovrebbe essere relativamente sgombra da neve.
Premio a parte, l'occasione è stata fruttuosa, sotto un sacco di punti vista.
Per approfondimenti, spunti e riflessioni, rimando il discorso ai prossimi giorni.
Lario, arrivo!

venerdì 7 marzo 2008

DOPPIA DEDICA

Questo post ha una doppia dedica: la prima è per Giorgio, perché sto postando dal telefono:-), la seconda è ancora per Giorgio, ma non soltanto. Oggi sono a viareggio dove mi verrà assegnato un riconoscimento professionale. Ai miei compagni di redazione, che hanno dimostrato con i fatti di essere tali, va la seconda dedica.. grazie amici.

mercoledì 5 marzo 2008

THE DAY AFTER

Smonta, prendi, carica, sposta, scarica, monta, porta, aggiusta, sposta ancora.
Poi, sali, scendi, carica ancora, guida, entra, parcheggia, apri, smonta, carica, spingi, carica ancora, pulisci, chiudi, guida, entra, parcheggia, scarica, monta, sposta, solleva, spingi, pulisci, scarica, sfila, appoggia, corri.
E pensi: è vita?
Sì.

martedì 4 marzo 2008

BASTA POCO

Oggi ho faticato parecchio. Fatica fisica, allo stato puro. Una sensazione, immagino perchè vissuta saltuariamente, che corrobora. Bella, in assoluto. Tra le varie azioni, ho costruito e assemblato ripiani per un armadio che non ne aveva. Una cosa semplice, figlia della mia dedizione e generosa nel ripagarmi con una buona dose di soddisfazione. Mi è venuta in mente una chiacchierata all’ora di pranzo con il mio amico Giorgio. Mi è venuta in mente l’Economia della Felicità di De Biase. Mi è venuto in mente che basta poco. Avanti così.