martedì 29 luglio 2008

HO DATO L'ANIMA


Non essendo dotato di una memoria elefantiaca, godo del privilegio di poter rileggere i libri che preferisco, gustandone ogni volta il sapore come se li prendessi in mano per la prima volta.
Ci sono libri che per me sono veri e propri breviari: li consulto a seconda del mio stato d’animo e loro mi coccolano, mi confortano, mi distraggono, mi fanno riflettere, mi aiutano a chiarire il quadro. Insomma, sono compagni preziosi.
Ieri ho riletto un libro di Giorgio Terruzzi, in assoluto il giornalista sportivo che amo di più.
Si intitola “Ho dato l’anima, storie di uomini e di sport” ed è edito da S&K.
Sono 16 affreschi di rara intensità. Sedici passaggi, alcuni veloci, altri più lenti, attraverso un mondo che ho fatto appena in tempo ad annusare e che, grazie a Terruzzi, posso ancora riconoscere.
È un mondo che rimpiango, pur avendolo soltanto scorto, mentre svoltava l’angolo.
È un mondo fatto di semplicità, di vita cruda, di sacrificio, di pensieri forti e anticonformisti.
Un mondo che era solo ieri, ma proprio non c’è più.
A volte non è semplice restare ottimisti.


domenica 27 luglio 2008

IN FONDO, A SINISTRA

Silvio Berlusconi: "Faccio una politica di sinistra".
Nicolas Sarkozy: "Obama sarà un grande leader, mi riconosco in lui".
Ricapitoliamo: in Europa è alla guida della Francia e dell'Italia, oltre che della Spagna e della Gran Bretagna. Forse lo sarà presto anche degli Stati Uniti.
E poi dicono che la sinistra è in crisi...

lunedì 21 luglio 2008

lunedì 14 luglio 2008

C'E' POCO DA DIRE: FA FREDDO



(L'effetto dei 15 gradi di stamattina sul paesaggio lombardo)




Anticipo la telefonata dell'avvocato.


Oggi 15 gradi centigradi poco dopo le 8.


Qualcuno osi confutare la sua teoria ora!


domenica 13 luglio 2008

NOTIZIE PER TUTTI!




Sollecitato da Luisa, giro il quesito a chi legge e provo a dire la mia.


“E’ sempre giusto da parte dei media assecondare la cosiddetta pubblica opinione, ponendo così il numero di potenziali lettori interessati quale criterio principe nella scelta delle notizie”?

Si tratta di un problema di non poco conto, che ho già avuto modo di affrontare, senza, a dire il vero, aver ancora trovato una soluzione definitiva. Probabilmente perché non esiste.
L’occasione recente per rifletterci mi è stata offerta dal processo sulla “strage di Erba”.
E nel blog ad essa dedicato ne ho parlato in questi termini e in questi.


Insomma, forse il “dare in pasto” alle masse alcune informazioni non solo non è necessario, ma può rivelarsi sbagliato e controproducente.
Mi rendo conto, però, che questo è un ragionamento pericolosissimo, perché ci porta al confine con il problema della “manipolazione” delle notizie. E sappiamo bene tutti quale deriva essa rappresenti.


In questo complesso scenario, l’avevo promesso, dico la mia.
Credo che al fondo resti un unico punto fermo che possa orientarci: l’etica del giornalista.

Non esistono leggi, né gabbie che possano migliorare il prodotto giornalistico, se manca un’etica di base tra chi esercita questo mestiere.


Il ruolo dell’Ordine nazionale giornalisti, ma credo anche degli altri ordini professionali, è sempre più carente in questo senso. Probabilmente occorre ripartire da lì: dalla formazione dei singoli giornalisti, compresi quelli che questo mestiere lo fanno da anni.

venerdì 11 luglio 2008

SIAMO TUTTI GIORNALISTI?


Secondo « Le journalisme, ou le professionnalisme du flou », un saggio dello studioso francese Denis Ruellan, il discorso sulla specificità delle competenze e delle pratiche giornalistiche non sarebbe altro che ideologia di un gruppo professionale utilizzata per conservare il predominio sulla professione che, invece, nella realtà, è costitutivamente “vaga”. La professione si adatterebbe continuamente, incorporando a mano a mano le attività che si svolgono ai suoi margini. Ora, con internet, sarebbe la volta dei blogger, la cui «assimilazione» alla professione è in preparazione nel momento in cui «l’ irruzione del giornalista pubblico» sta rimettendo in causa in profondità il giornalismo professionale.

In queste 8 righe, tratte dall’ottimo blog “LSDI”, viene sintetizzata, secondo me, l’essenza della contraddizione principale insita nel lavoro del giornalista.

Credo che la teoria di Ruellan sia largamente condivisibile.
Eppure. trovare, dentro e fuori dalle redazioni, giornalisti bravi e completi, è impresa assai ardua.

Ci si domanda il perché, visto che chiunque sarebbe potenzialmente assimilabile alla professione giornalistica?

Una possibile risposta sta nell’analisi delle caratteristiche che un giornalista moderno dovrebbe avere. Provo ad elencarne alcune in ordine casuale:



  • capacità di individuare “la notizia” all’interno di una serie di informazioni

  • capacità di scrivere la notizia (possibilmente in forma fruibile e gradevole)

  • capacità di dialogo con ambiti limitrofi al giornalismo (economia, politica, forze dell’ordine, società civile)

  • capacità di inchiesta (metodo e forza investigativa)

  • attitudine all’ organizzazione del lavoro

  • indipendenza economica

  • massima libertà di movimento (pochi limiti spazio-temporali)

  • perseveranza

  • buon senso

  • attitudine al gioco di quadra

  • curiosità senza limiti (senza scadere nella morbosità)

  • conoscenza dei mezzi di comunicazione (nuove tecnologie in primis)

  • buona cultura generale

  • intuito spiccato

Siamo così certi che chiunque, anche i migliori blogger, posseggano queste caratteristiche basilari?