giovedì 29 gennaio 2009

LA MIA CENTRIFUGA PREFERITA


Sono giornate in cui scrivo molto e leggo altrettanto. Lo faccio di mestiere, lo faccio volentieri. 
Mi restano, però, poco tempo e poca birra da dedicare il mio blog, che si è già un po' incazzato e c'ha pure ragione. 
Ecco perchè butto giù due cose prima di entrare nella centrifuga della redazione. Vorrei raccontare un po' del mio lavoro, che poi tanto lavoro non è. 
Comincio da una cosuccia piccola, ma significativa. 
Anche oggi mi sono svegliato, ho fatto colazione, ho dato un'occhiata alla posta e a Facebook e ho cominciato a pensare a cosa scrivere oggi su L'Ordine, il giornale in cui lavoro. 
Anche oggi so perfettamente che sarà una giornata dura: lunga e impegnativa. 
Lo so, ma la cosa non mi spaventa. Anzi. Non mi ha mai spaventato. Non mi sono mai, dico, mai, alzato un mattino pensando: "Oggi proprio non ho voglia". Mai.
Questa è la premessa del mio racconto. Che, se non mi impigrirò troppo, continuerò nei prossimi giorni.  

5 commenti:

Viviana ha detto...

E' bello svegliarsi e avere voglia di lavorare, lo so anch'io che nel mio piccolo ce l'ho sempre messa tutta. E' impegnativo dividersi tra casa, famiglia, pupo, marito e giornale. Ma alla sera quando tutto tace e si ripensa alla giornata è bello poter dire: "anche oggi ho dato il massimo, ho fatto tutto con gioia". questo ripaga di ogni fatica. Fino a che un giorno arrivi in ufficio e ti dicono "da domani sei demansionato". Sfogo o spunto di riflessione? Un abbraccio

Il MIGLIA ha detto...

Oppure ti dicono: "da domani sei licenziato" :-)
Vivi, ciò che abbiamo dentro è ciò che conta. Del resto, sorridiamo.

Giorgio ha detto...

Sorridiamo adesso. Ma sorridevamo anche prima, nonostante tutto. Alla faccia di chi si prende troppo sul serio

Anonimo ha detto...

di sicuro il sorriso non ce lo leva nessuno, ma la battaglia nn la mollo! eppoi, come la nonna e miglia insegnano: si chiude una porta si apre un portone... un mega sorriso a tutti, v

valentina orsucci ha detto...

non c'è cosa al mondo per cui almeno 10 volte non mi sia capitato di dire o pensare "no che palle non ne ho proprio voglia oggi".
Non so se invidiarti tantissimo, o se dispiacermi un po' per te.
Per non sbagliare, mi faccio i fatti miei.