sabato 27 giugno 2009

LA CONSUETUDINE AL BENE


Ieri sera ero ad ascoltare un vescovo e un filosofo che si confrontavano etica e legalità.
Sembrava parlassero di Marte.
Gli spunti sono stati parecchi. Tra i concetti più complessi, per i miei mezzi forse anche troppo, due affermazioni mi hanno colpito più di altre. 
La prima è arrivata dal filosofo: "La solitudine porta all'idiozia. Perché non c'è etica senza condivisione (il vescovo la chiamava fratellanza).
Il secondo spunto l'ha dato il vescovo: "L'etica non può essere un moto. Piuttosto, deve consolidarsi nella consuetudine al bene".
Ricette semplici, in fondo.
Eppure, mi chiedevo rientrando dallo straordinario appuntamento, in quanti di noi esiste una consuetudine al bene e non l'esatto contrario?
Conclusione: sarò moralista, ma sono un po' stufo di questo diffuso contrario.