mercoledì 10 ottobre 2012

A Campione la solidarietà non esiste. Salmoiraghi docet

Roberto Salmoiraghi (foto tratta da tio.ch)


“A Campione d'Italia la solidarietà non esiste”, mi confessò una volta Roberto Salmoiraghi in un’intervista.
L’ex sindaco dell’enclave e amministratore delegato del Casinò sapeva bene di cosa stesse parlando. Prima di diventare uomo del senatore Alessio Butti, nella cerchia di Alleanza Nazionale, Salmoiraghi aveva bazzicato il Psi, partito che, al di là della deriva furfantesca che tutti conosciamo, era pur sempre socialista.
E che sapesse perfettamente cosa stesse dicendo lo capiamo a maggior ragione oggi, con Salmoiraghi, trombato alle ultime amministrative e, dunque, consigliere comunale di minoranza, alla guida di un manipolo di rivoltosi sotto il municipio per chiedere a gran voce le dimissioni del sindaco, Marita Piccaluga.
Cosa c’entra la politica con la solidarietà, vi chiederete? C’entra eccome.
Motivo di tanta tensione (nelle proteste di piazza l’attuale amministratore delegato della Casa da gioco, Carlo Pagan, è stato colpito con un pugno) è un accordo sindacale, già sottoscritto dalle parti sociali in Regione Lombardia, che prevede, pur di salvare tutti i 210 esuberi causati dalla crisi profonda in cui versa il Casinò, una riduzione generale delle paghe.
In altre aziende, in aziende normali, questo strumento si chiama “contratto di solidarietà”: rinunciamo tutti a qual cosina, ma conserviamo l’occupazione. 
Semplice. Persino nobile, ammirevole.
Non a Campione, dove la solidarietà, come diceva Salmoiraghi, non esiste.
All’assemblea dei lavoratori della Casinò, l’altro giorno l’accordo suddetto è stato sonoramente bocciato: stando ai dati riportati da La Provincia, 275 no hanno schiacciato 192 voti favorevoli alla riduzione delle paghe.
Parliamo di stipendi, per capirci, che nei casi più umili si aggirano sui 2000 euro al mese.
Conosco personalmente qualcuno dei 192 dipendenti del Casinò che, ragionevolmente, hanno votato per l’accordo.
L’altro giorno uno di loro mi ha confidato: “Là sono tutti pazzi. Non hanno capito che la nave non sta affondando, è già affondata. Eppure continuano a difendere privilegi assurdi. C’è chi si lamenta perché non vuole che gli si tocchi una busta paga da 5-6mila franchi al mese (5500 euro). Roba da matti”.
La nave è già affondata sul serio. Sempre leggendo La Provincia si scopre che il deficit del Casinò si attesta sui 90 milioni di euro. E il trend pare irreversibile.
Con l’avvento del gioco on-line e la concorrenza di altre strutture, il Casinò di Campione ha, grazie al cielo aggiungo io, perso molta della sua importanza.
A fronte di un debito enorme, per la costruzione della nuova mostruosa sede, il bilancio campionese sta letteralmente andando a rotoli. Un’altra qualsiasi azienda non sostenuta da denaro pubblico sarebbe già fallita da un pezzo.
Ma chi ci lavora ed è retribuito più che profumatamente non lo capisce. O meglio, non lo vuole capire.
A Campione la solidarietà non esiste. Salmoiraghi docet.


Nessun commento: