lunedì 22 ottobre 2012

Con tutti, ma non Monza! Con chi andremo? Con Monza, ovviamente

Foto tratta da www3.varesenews.it


Ricapitoliamo. Nel riordino delle province, Como non voleva assolutamente finire con Monza. Non ho ancora ben capito il perché, ma andavano bene tutti, purché non fosse Monza.
Politici, uomini dell’economia, giornali grandi e piccini: tutti uniti in una sorta di crociata lariana anti Monza. Tant’è che il sindaco Lucini, sull’onda del tifo da stadio, era riuscito a far digerire al Consiglio delle autonomie locali (Cal) una proposta che vedeva Monza andare per i fatti propri, mentre Como sarebbe rimasta insieme con Lecco e Varese.
Di quella proposta il governo ha fatto, a quanto pare, una bella palla di carta e l’ha gettata nel cestino più vicino, accorpandoci, guarda un po’, proprio a Monza e a Varese, per la gioia dei lecchesi rimasti esclusi dal “mega provincione”.
La decisione definitiva sarà presa in novembre, ma se le cose non cambieranno e l’indiscrezione del Corriere della Sera troverà conferma, saremo di fronte all’ennesima figura di palta. Situazione ahimè non nuova, che suggerisce qualche semplice domanda immediata.

Caro sindaco Lucini, invece di portare avanti campagne campanilistiche, buone per la pancia dell’elettore medio ma prive di strategia, non era meglio fin dall’inizio trovare il modo per rendere la forzata unione con Monza il più possibile vantaggiosa per il nostro territorio, invece di fare tanto baccano per poi subire (tanto per cambiare) una decisione presa da altri e a noi indigesta?

Cari parlamentari comaschi (Alessio Butti e Chiara Braga) dove siete stati mentre il dibattito sul futuro della provincia prendeva, nei circoli e sulla stampa, la grottesca piega da bar cui abbiamo assistito fino all’esito, prevedibile, che abbiamo sotto gli occhi?

Cari consiglieri regionali comaschi (Gianluca Rinaldin, Dario Bianchi, Luca Gaffuri e Paola Camillo), leggete la domanda qui sopra e datevi una risposta. Poi, gentilmente, datela anche a noi.

Caro Pd, visto che in maniera un rocambolesca si è trovato ad avere il sindaco di Como, perché non ha gestito politicamente la questione del riordino delle province, in modo da avere una visione di insieme del tema e suggerire, magari, qualche buona strategia di ampio respiro al “leggerino” Mario Lucini?

E, infine, un po’ a tutti: ma cos’è, i monzesi c’hanno la rogna?






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