giovedì 21 febbraio 2013

Due cose sul Giannino che ho conosciuto




Vivendo la campagna elettorale con cuore e occhi “australiani” ho, nei giorni scorsi, pubblicamente manifestato il mio apprezzamento per Oscar Giannino e per il programma di “Fare per fermare il declino”. Un paio di giorni dopo il mio personalissimo “endorsement” e’ successo il pasticcio che tutti conoscono e Giannino ha rassegnato le proprie irrevocabili dimissioni dal ruolo di presidente del suo movimento per aver, sostanzialmente, millantato titoli di studio che non possiede.
Non ha potuto, perche’ non e’ tecnicamente possible, annullare la propria candidatura, ma ha dichiarato che, in caso di elezione, il suo scranno sara’ messo a disposizione del partito, che decidera’ se lasciarglielo o darlo ad altri.
Credo abbia fatto bene e mi auguro che la coerenza di Oscar sia confermata anche in caso di successo elettorale. “Chi sbaglia paga”, ha detto il giornalista, ammettendo in toto uno sbaglio tanto veniale quanto, proprio per questo, imperdonabile.

Mi pare che la scelta di Giannino rappresenti, comunque, una novita’ apprezzabile.
Che chi sbaglia debba pagare, in Italia, non lo pensa ormai piu’ nessuno. Oscar Giannino dimostra con i fatti che invece e’ proprio cosi’ che dovrebbe funzionare.
E’ un vero peccato, pero’. Perche’ credo avesse i numeri per fare bene in una posizione di responsabilita’ e perche’ reputo, come ho ditto, il programma e la filosofia di “Fare per fermare il decline” cio’ che in questo momento storico piu’ si avvicinano alla mia sensibilita’ politica.
Ma tant’e’.

Prima di archiviare la pratica, pero’ vorrei raccontare qualcosa circa la mia esperienza personale con Oscar Giannino, che ho avuto il piacere di conoscere nel 2008, quando lui era direttore responsabile di Libero Mercato e io iniziavo con Alessandro Sallusti la mia avventura a L’Ordine, il piccolo quotidiano comasco sopravvissuto fino al giugno scorso.
Nei primi travagliati mesi di vita, L’Ordine ospito’ svariati interventi di Giannino, il quale dimostro’ sempre nei confronti del nostro piccolo e barricadiero giornale grandi disponibilita’ e professionalita’.
Pur essendo gia’ una delle penne economiche piu’ note d’Italia e, ovviamente, giornalista iper-impegnato, non fece mai , dico mai, un’obiezione quando chiamato da noi, anche a pomeriggio avanzato, veniva invitato a scrivere un pezzo su questioni poltico-economiche che potessero interessare il Comasco.
La cosa che mi stupiva, oltre alla sua incondizionata gentilezza, era che Giannino, pur non vivendo a Como, aveva una cognizione profonda della nostra realta’, sulla quale declinava agilmente le proprie convinzioni e conoscenze.
Con una chiarezza e una precisione che in pochi in Italia hanno, Giannino era in grado, in pochi minuti, di  individuare un problema comasco, metterlo a fuoco e fornire possibili soluzioni. Esattamente cio’ che da politico mi aspettavo potesse fare con il proprio movimento.
Il tutto condito da doti umane, credetemi, rarissime nell’ambiente giornalistico, specie ai livelli in cui si afferma da anni Giannino.

Insomma, il Giannino che ho conosciuto in tempi non sospetti e’ una delle persone piu’ competenti, universalmente colte e umanamente rassicuranti che abbia incontrato lungo il mio percorso professionale.
Proprio per questo, e’ giusto che ora si assuma le proprie responsabilita’ e paghi il suo errore.
Infatti, per il momento, non mi sta deludendo.

        

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